Cerca
venerdì 19 aprile 2019 ..:: Home » Lo sviluppo turbolento delle tecnologie ::.. Registrazione  Login
 Il Libro Riduci

Copertina_Libro.jpg


 Stampa   
 Lo trovi qui Riduci

 Stampa   
 Links Riduci

 Stampa   
 Lo sviluppo delle tecnologie Riduci

1.1      Impressionante velocità di sviluppo delle tecnologie

Era il 1965. Quant’anni fa. Fresco di laurea in Ingegneria Nucleare sono entrato nel mondo dei computer. Il primo elaboratore con cui ho avuto a che fare aveva 8K di memoria centrale (cioè la memoria RAM) non disponeva di supporti magnetici e riempiva una stanza di 60 metri quadrati. Le informazioni erano registrate su schede perforate, che i meno giovani ricordano. Le prime unità a disco magnetico, cioè l’equivalente di quello che è oggi l’Hard Disk dei PC, avevano una capacità di 2 Mega Bytes, cioè poco più della capacità di un floppy disk, e pesavano circa 2 Chilogrammi. Le varie unità che costituivano un sistema di elaborazione erano collegate fra loro da grossi cavi. Le informazioni venivano distribuite tramite tabulati stampati, in modo scarsamente o per nulla selettivo. Gli utenti dovevano andare a cercare l’informazione utile all’interno di pacchi di centinaia di fogli. Solo nella seconda metà degli anni settanta si è cominciato a diffondere il Teleprocessing, tramite terminali sprovvisti di memorie e capacità elaborative, e collegati direttamente al computer centrale tramite i soliti grossi cavi. Le informazioni che potevano essere gestite erano solo quelle che potevano essere rappresentate con un carattere alfanumerico.

 

Quelli che, come me, hanno vissuto quelle prime pionieristiche esperienze dell’era informatica, mai e poi mai avrebbero potuto immaginare gli sviluppi che quella tecnologia avrebbe avuto nel giro di pochi lustri. Oggi un piccolo Notebook del peso di poco più di un chilogrammo dispone fino a 1 Giga Byte, cioè 1 miliardo di Byte di memoria RAM; l’Hard Disk raggiunge ormai i mille Giga Byte, cioè mille miliardi di componenti elementari di informazione; cioè una quantità di informazioni rappresentabile con un numero di dodici cifre. Inoltre, senza alcuna connessione, è in grado, tramite la rete Internet, di comunicare con i computer di tutto il mondo. Ed è in grado di gestire fedelmente qualsiasi forma di informazione, in particolare immagini, voce e suono.

 

E quello che è più impressionante è la velocità con cui aumentano le capacità e le prestazione dei sistemi dell’Information and Communication Technology.

 

 

Sono passati poco più di cinquant’anni da quando, nel 1947 nei Laboratori della Bell è stato sperimentato il primo Transistor; solo nel 1960  sono stati creati i primi circuiti integrati in cui su un’unica piastrina di silicio delle dimensioni di circa 3 millimetri sono state concentrate le funzioni di 10 transistor. La tecnologia VLSI (Very Large Scale Integration) ha dato origine nel 1974 al primo microprocessore di interesse commerciale, con funzioni equivalenti a 4800 Transistor. Il primo Pentium, commercializzato nel 1993, contava già 3,2 Milioni di Transistor. I Chip dei Personal Computer oggi in commercio superano ormai il Miliardo di Transistor.

Una quantità di informazioni misurabile con un numero di nove cifre concentrata su un su un piccolo francobollo di 3 millimetri è sicuramente una quantità impressionante, soprattutto se confrontata con quello che poteva essere memorizzato solo pochi anni fa. Però è piccola cosa, se confrontata con ciò che è stata capace di fare la natura, che è riuscita a concentrare nella piccola molecola di DNA presente in tutte le cellule del nostro corpo una quantità di informazioni elementari che deve essere rappresentata con un numero di 23 cifre. Questa grande quantità di informazioni è dovuta all’utilizzo della logica quaternaria, determinata dalle combinazioni realizzabili con le quattro proteine rappresentate dalle lettere A,T,C,G. Mentre è noto che tutta la tecnologia informatica odierna è costruita sulla logica binaria determinata unicamente dalle combinazioni dei valori 0 e 1. Per questo motivo vengono condotte ricerche e sperimentazioni per utilizzare la logica delle molecole del DNA come base per un computer che, secondo coloro che stanno conducendo queste ricerche, sarebbe in grado di effettuare fino a mille miliardi di operazioni simultaneamente. Il limite della tecnologia attuale è infatti che le operazioni effettuate sono rigorosamente sequenziali, anche se ad altissima velocità; fino a diversi milioni di operazioni al secondo.

Anche le sperimentazioni che vengono condotte sull’applicazione pratica dei principi della meccanica quantistica promettono di fornire risultati sconvolgenti. Infatti, mentre un bit di un computer tradizionale può contenere solo il valore zero oppure il valore uno, un computer basato sulle logiche della meccanica quantistica può contenere contemporaneamente i valori zero e uno. Quindi un byte di 4 bits di un computer tradizionale può contenere uno dei 16 possibili valore, mentre un analogo byte di 4 qubits (bit quantici) può contenere contemporaneamente i 16 valori. E’ stato calcolato che un quantum computer di 30 “qubits” avrebbe una capacità di calcolo paragonabile ad un computer digitale tradizionale capace di svolgere diecimila miliardi di operazioni al secondo.

 

Credo che solo la fantasia di uno scrittore di fantascienza potrebbe immaginare i livelli di prestazione che le tecnologie attuali e future dei computer e delle telecomunicazioni possono raggiungere.

 

Quello che però si può affermare è che le tecnologie dell’informatica e delle comunicazioni stanno rapidamente cambiando, e in parte lo hanno già fatto, la nostra vita, la nostra società, i nostri attuali sistemi socio economici.

 


 Stampa   
 Graziano Ferrini Riduci
Graziano Ferrini - Consulenze di Organizzazione e Management
Tuttosoftware SAS
Via delle Azalee, 7 - 20070 Dresano (MI)
Tel 02-9818568
mailto:info@grazianoferrini.it

 Stampa   
Copyright (c) 2000-2006   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2019 by DotNetNuke Corporation